«Anche la cultura dell’integrazione passa da lì – conclude la Franzoni – Non basta mettere un’altalena un po’ più bassa per rendere un parco accessibile ai bambini disabili: un bambino in altalena è si un bambino che sta giocando, ma è un bambino solo. Isolato. Servono ingegno e competenze per studiare e progettare soluzioni davvero inclusive e per tutti. Perché il gioco è un diritto di tutti».
Notizia integrale qui: http://www.lastampa.it/2016/10/25/societa/i-parchi-giochi-pi-belli-del-mondo-quelli-dove-non-entrano-gli-adulti-Xv23WbssXi0csdeZqhA9fI/pagina.html
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Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti

bel blog complimenti