Il 30 aprile 2026 si è svolta una cerimonia di inaugurazione per la riqualificazione del parco Ettore Paternò del Toscano a Sant’Agata Li Battiati (Catania), un parco che in alcuni articoli viene descritto come inclusivo ma di inclusivo, se parliamo dell’area giochi dedicata ai bambini non ha proprio nulla tranne la solita altalena esclusivamente riservata a utenti in carrozzina installata accanto ad altri giochi classici che difficilmente possono essere utilizzati da bambini con disabilità motoria, video della presentazione del parco qui: https://www.facebook.com/reel/1478966540619050
Dopo appena 5 giorni appare sui siti che si occupano di informazione un articolo che riporta le rimostranze dell’amministrazione comunale in quanto degli “incivili hanno danneggiato l’altalena inclusiva del parco” Ma inclusiva in che senso se è riservata ai soli utenti in carrozzina? Al massimo è esclusiva!

Ecco alcune frasi tratte dall’articolo: “Recentemente, l’amministrazione comunale ha compiuto un passo avanti significativo sul cammino della solidarietà, installando un’altalena inclusiva. Si tratta di una pedana speciale, studiata nei minimi dettagli per accogliere in sicurezza i bambini in sedia a rotelle, garantendo loro quel diritto al gioco che troppo spesso viene negato dalle barriere architettoniche.
… l’altalena viene sistematicamente utilizzata come una sorta di “nave pirata” o “carrozzone” su cui salgono contemporaneamente gruppi numerosi di bambini. Il problema non è solo di natura estetica o di “bon ton”. Esistono ragioni tecniche e di sicurezza imprescindibili.
È sconcertante osservare adulti che, a pochi metri di distanza, restano chini sui propri smartphone o chiacchierano tra loro mentre i figli trasformano un presidio di inclusione in un ammasso di rottami. Dov’è finito il senso di responsabilità?”
Sicuramente i genitori hanno una parte di responsabilità ma ci domandiamo, come sempre: come mai è stato scelto un gioco esclusivamente riservato a utenti in carrozzina al posto di un gioco utilizzabile da parte di tutti i bambini? Installare un gioco esclusivamente riservato a qualcuno in un parco pubblico non è un’azione solidale, proprio per nulla, al contrario è un’atto di segregazione. Nel parco non sono presenti strutture gioco utilizzabili da parte di bambini con disabilità motoria tranne questa altalena che è assolutamente pericolosa. Un’altalena che può essere installata solo ed esclusivamente in parchi recintati e sorvegliati da parte di un custode durante tutto l’orario di apertura in quanto deve essere garantita la sicurezza: nessun bambino che non sia seduto in carrozzina deve poter salire sull’altalena. Gli incidenti che si sono verificati negli ultimi 10 anni sono parecchi e l’ultimo (settembre 2024) è stato fatale a una bambina.
Davvero ci sono ancora comuni italiani che nel 2026 scelgono di installare questo tipo di struttura gioco in un parco pubblico della propria città e poi si lamentano che il gioco è stato vandalizzato? La sicurezza deve essere sempre al primo posto! Questo gioco, come riportato in tanti articoli, non rispetta la normativa UNI EN 1176 che si occupa della sicurezza delle strutture gioco. Se poi vogliamo parlare di inclusione, scegliamo strutture gioco fruibili da parte di tutti i bambini e realizziamo percorsi accessibili a tutti. Ormai in Italia gli esempi sono tantissimi, alcuni più virtuosi e altri meno, ma è davvero semplice poterlo fare perché tutte le aziende che producono e/o vendono strutture gioco hanno nel loro catalogo dei giochi fruibili da parte di tutti i bambini.
Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti
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