Rimini, 19 maggio 2026. Lo scorso fine settimana è stata inaugurata l’area giochi presso il parco don Tonino Bello, un parco che ha cambiato veste: nuova piscina comunale, nuovi vialetti, nuove piante, campi da calcio e basket/baskin* e una bella area giochi nuova per i bambini e le bambine di Viserba.
Il comunicato stampa del comune di Rimini sottolinea che è stata dedicata molta attenzione all’area giochi: “… uno spazio inclusivo caratterizzato dall’iconica BALENA, gioco progettato appositamente per questo parco e che permetterà a bambine e bambini, indipendentemente dalle abilità fisiche, cognitive e sensoriali, di giocare insieme. L’intero parco è stato infatti realizzato seguendo i principi della progettazione universale …”

Sono sempre curiosa e piena di speranze quando apre una nuova area gioco con dichiarato intento di includere più bambini e bambine possibili e mi rincuora che nel 2026 ci si adoperi affinché ogni nuovo parco venga realizzato tenendo conto delle abilità e capacità di ogni bambino. Per riuscire a includere tutti i bambini è importante che non esistano ostacoli insormontabili che impediscano ai bambini con disabilità di giocare con gli altri e di sperimentare autonomamente le proprie possibilità; non devono quindi esistere zone significative del parco dove gli utenti con disabilità non possono arrivare.
La bellissima balena – lo è davvero! – è un gioco che si sviluppa in altezza, un gioco dotato di una rete di arrampicata per salire al piano superiore dove sono posizionati pannelli che purtroppo nessun bambino con disabilità motoria medio/grave vedrà mai e da cui partono sia uno scivolo a tubo che uno aperto. La zona a livello del terreno, invece, è accessibile a tutti e ci sono alcuni pannelli da poter usare, anche se lo spazio è molto stretto per una carrozzina…

Proviamo a immaginare la scena: un bambino in carrozzina arriva in questo nuovo parco e si trova di fronte a questa immensa, bellissima, balena, sgrana gli occhi, è tutto nuovo e colorato. Esplora gli spazi con lo sguardo e vede i bambini arrampicarsi in alto e poi scendere ridendo dallo scivolo, veloci, elettrizzati, con le farfalle nella pancia, mentre lui no, lui non può salire.
Lui non è stato preso in considerazione nella fase di progettazione, non può camminare e arrampicarsi, per lui l’esperienza di gioco finisce presto.
Ha senso parlare di inclusione se questo bambino lo abbiamo escluso a priori dai nostri pensieri?
Il gioco è stupendo, lo ribadisco, e sono contenta che gli altri bambini si divertano, ma forse si poteva pensare a qualcosa di più inclusivo. Un esempio virtuoso lo possiamo trovare al parco di piazzale Fellini dove è presente lo scivolo Tuiotù che permette a tutti i bambini di salire in alto e scivolare, oppure sul lungomare all’altezza del bagno 26 dove nonostante alcune criticità segnalate (di cui si attende la sistemazione), c’è un gioco che offre a tutti i bambini la possibilità di salire sia a piedi che in carrozzina, in passeggino…

La balena è il gioco principale del parco don Tonino Bello ed è solo in piccola parte accessibile, la ruota è davvero un bel gioco (il primo di questo tipo nel comune di Rimini), ma è altrettanto off-limits per i bambini con disabilità motoria medio grave; restano una piccola altalena a cestone e la giostra girevole come giochi ampiamente inclusivi. C’è anche un tappeto elastico, che da tutte le aziende che producono strutture gioco per parchi viene considerato accessibile agli utenti in carrozzina ma nella realtà non è così semplice far scendere la carrozzina con un bambino dalla pavimentazione fino al tappeto e soprattutto farla risalire: provare per credere! Con un bambino di 15 kg magari è semplice, ma per posizionare un bambino di 8/10 anni che pesa 25/30 kg ai quali vanno aggiunti il peso della carrozzina, occorrono braccia molto forti!

Domandiamoci quindi, quali sentimenti prova un bambino che si rende conto di non poter fare la stessa esperienza dei suoi amici… Avrà la spiacevole sensazione, anche non avendo la consapevolezza di un adulto, che la sua presenza nel parco è stata prevista ai margini, per lui sono stati pensati giochi secondari, meno divertenti e belli rispetto la protagonista del parco, la meravigliosa balena bianca e blu, con le diverse esperienze emozionanti che può offrire a chi può fruirla in ogni sua componente.
Domandiamoci se la bellezza di questo gioco vale l’esclusione di alcuni bambini, gli stessi che menzioniamo quando parliamo di inclusione e di giochi che permettono a tutti, indipendentemente dalle abilità fisiche, cognitive e sensoriali, di giocare insieme.
Le parole che descrivono una nuova area giochi come inclusiva purtroppo non sono sufficienti a rendere un parco davvero a misura di tutti.

* Una piccola nota anche sul campo da basket/baskin: nel progetto erano presenti le sole righe dell’area pivot (pur se incomplete, manca il secondo tratteggio a forma di semicerchio) e quindi la realizzazione rispecchia la progettazione, ma visto che ci son le righe, non si poteva pensare di inserire anche i canestri bassi oltre a quelli alti per basket? Perché chi gioca a basket può arrivare al campo a piedi e con una palla in mano mentre chi vuole allenarsi a baskin deve arrivare con un piccolo furgoncino o pulmino su cui caricare i canestri per poter giocare?
Claudia e Raffaella
Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti
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