Rimini, 12/02/2026. Nei giorni scorsi a Pozzuoli è stato inaugurato un parco giochi inclusivo e, a parer mio più per motivi politici che di competenze tecniche o esperienza sui parchi giochi adatti a tutti i bambini, sono piovute critiche a più non posso. Tralasciando i commenti prettamente politici, quelli soliti che chiedono come mai la tal frazione non viene mai presa in considerazione o come mai le strade siano piene di buchi, voglio lasciare qui sotto nero su bianco alcuni commenti in modo che tutti possano farsi un’idea detl tipo di commenti e per comprendere meglio la successiva riflessione.
- Sig. Sindaco mancano giostre per i bambini in carrozzina. Alcune famiglie 🦽 sono andate via deluse. Sarebbe giusto provvedere in qualche modo a rendere questo parco totalmente inclusivo.
- Perché questo parco viene definito inclusivo? Non c’è nulla per i piccoli con disabilità motorie, dove giocano e con cosa giocano i piccoli in carrozzina o con altre mobilità ridotte?
- Quando sarà realizzato un parco per i bambini in carrozzina?
- I bimbi in carrozzina come salgono sulle giostre, direi parco inclusivo tranne per loro🤦♀️
- Ma chi volevano includere in questo parco esattamente? Perché persone in carrozzina no di certo e allora mi chiedo proprio perché è chiamato inclusivo…
- Oltre tre anni per inaugurare un “parco giochi inclusivo”. Vi sono barriere architettoniche e mancanza di giostre per diversamente abili, veramente è da guinnes dei primati se il tutto non farebbe inorridire!!!
- Una delusione prima di fare un determinato progetto come dite voi d’inclusione ci si deve pensare a farlo in tutto e per tutto non a metà giusto per ,sono venuta con mia nipote in carrozzina e nn ha potuto usufruire di nessuna giostra, che parco giochi inclusivo è questo? Assurdo.

Non è facile rispondere alle critiche perché è chiaro che chi scrive non ha la più pallida idea di cosa sia un parco giochi inclusivo, forse non ha idea del significato del termine INCLUSIONE e soprattutto ha in mente una visione dei bambini con disabilità che io proprio non approvo e per fortuna il mio pensiero è in linea con i tempi che corrono. Forse 30, 40, 50 anni fa i bambini con disabilità venivano nascosti, si provava vergogna nel portare a spasso un bambino in carrozzina o cieco o con sindrome di Down, veniva iscritto a una scuola speciale, magari da adulto rinchiuso in un istituto con altre persone disabili. E se si provava a pensare a qualche gioco per un bambino con disabilità naturalmente si sceglieva qualcosa di esclusivo, solo per “lui e suoi simili”.

Per fortuna i tempi sono cambiati! Da ormai tanti anni anche in Italia non vengono più realizzati spazi gioco esclusivi, piccoli, ghettizzanti, pericolosi; ma parchi gioco dove tutti i bambini, indistintamente dalle loro abilità o disabilità, possono incontrarsi, confrontarsi, giocare insieme, fare amicizia e scoprirsi a vicenda. Meglio specificare che parchi gioco esclusivi non sono mai stati realizzati ma in diverse città 15/20 anni fa sono stati installati giochi esclusivamente riservati a utenti in carrozzina in alcuni parchi che poi sono stati spacciati per inclusivi.
In questo articolo trovate anche qualche foto, presa da alcuni post su facebook, perché possiate visionare in parte le strutture gioco scelte per questo parco giochi e perché possiate capire il motivo di tante critiche: tantissime persone hanno impresso nella loro mente un concetto: parco giochi inclusivo = parco giochi per bambini in carrozzina con strutture riservate a loro. Purtroppo gli anni passano ma la mentalità non scorre alla stessa velocità, occorre tanto tempo per abituarsi a nuovi concetti, nuovi modelli di inclusione, la vera inclusione visto che 50 anni fa non esisteva per nulla.

In particolare la regione Campania in Italia è quella che conta il maggior numero di altalene esclusivamente riservate a utenti in carrozzina nei propri parchi: 83 su un totale di 558 in tutta Italia. Al secondo posto la Puglia. Primato triste naturalmente perché questa tipologia di altalena, prima foto, non garantisce nessunissima inclusione, e per giunta non rispetta la normativa sulla sicurezza. Senza approfondire questo argomento che è stato trattato in metà dei post di questo blog, ricordiamo però che nel settembre 2024 una bambina è morta mentre giocava su questa struttura gioco e tanti altri incidenti meno gravi gravi si sono verificati in moltissime città.

Il parco realizzato a Pozzuoli ha una pavimentazione in gomma colata e vialetti accessibili agli utenti con ridotta capacità motoria ed è dotato di segnaletica podotattile. Ci sono: altalene di diverso tipo tra cui una con seggiolino dotato di schienale adatto a chi ha necessità di un sostegno per il busto, altalena a cestone in cui si può stare anche sdraiati, altalena a gabbietta per i più piccoli, pannelli ludici come lo xilofono e il tamburo, i tubi parlanti, una giostra girevole e uno scivolo raggiungibile in carrozzina, è chiaro che per utilizzalo bisogna scendere dalla carrozzina con l’aiuto di un adulto. E poi ancora una sabbiera rialzata, una teleferica con seggiolino dotato di schienale. Sono giochi sicuramente scelti con cura, così come è stato sicuramente scelto con cura il fondo del parco (che ha avuto un costo enorme) e non sono stati presi in considerazione giochi esclusivamente riservati a utenti in carrozzina. Che poi a rifletterci quali sono i giochi per bambini in carrozzina a cui accennano gli utenti che hanno commentato arrabbiati? La famosa altalena e forse la giostra girevole installata raso terra con pedana in grado di ospitare sia una carrozzina che bambini in piedi. Cerchiamo di tenere bene a mente che i bambini con disabilità non si spostano tutti in carrozzina!

Parchi per tutti ha sempre difeso il diritto al gioco dei bambini che usano una carrozzina che però non rappresentano la totalità dei bambini con disabilità ma una piccola minoranza. Proviamo ad informarci e a scoprire che un bambino o una bambina che usa una carrozzina a volte è in grado di alzarsi e anche di muovere alcuni passi e quando non può farlo può essere preso in braccio e trasferito sulla teleferica perché possa provare l’esperienza della velocità e del vento tra i capelli, cosa impossibile su una altalena riservata alle carrozzine visto che ha un movimento oscillatorio ridottissimo. Oppure può sedersi accanto agli amici nella giostra girevole e ridere insieme a loro. Può immergere le mani nella sabbiera insieme ad altri bambini e improvvisare un concerto nell’angolo dedicato ai pannelli musicali. Questa è inclusione, non un giochino riservato, pericoloso e legato a concetti sulla disabilità ormai vecchi e non più accettati dalla maggior parte della comunità moderna.
Questo parco ha dei difetti? Ma certo che li ha, tutti i parchi li hanno. Se devo dare la mia opinione personale avrei scelto uno scivolo a pista unica larga, e non doppia affiancata, per permettere un uso anche da parte di un adulto che potrebbe scendere abbracciando un bimbo con pochissimo controllo del busto, la sabbiera non è su pavimentazione accessibile (il prato non lo è), ma comprendo benissimo la scelta: se posizionata su terreno simile al vialetto questo sarebbe ricoperto di sabbia, avrei evitato il percorso podotattile a favore di altri tipi di riferimenti ma è una mia opinione personale. Non posso assolutamente dire che si tratti di un parco brutto, non fruibile da parte di bambini con disabilità. Sono sicura (lo percepisco dalle foto e dalle scelte fatte), che ogni gioco e ogni materiale è stato scelto pensando di garantire l’uso al maggior numero di bambini con disabilità possibili e perché fosse fruibile anche da parte di bambini “normodotati” perché un parco inclusivo è un parco per tutti.
Dispiace quindi leggere tante critiche rivolte per lo più al partito politico di maggioranza di Pozzuoli e soprattutto da parte di persone che non sanno cosa sia un parco inclusivo e che hanno una visione antiquata e sbagliata rispetto al diritto al gioco dei bambini con disabilità
Claudia
Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti
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